Daniele P. — Attore e doppiatore, Roma
Arte e spettacolo

Chi lo cercava per un provino trovava un link morto.

Cliente: Daniele P. Settore: Attore e doppiatore Località: Roma Durata progetto: 90 giorni + 6 mesi di affiancamento
3 → 9Risultati suoi, su 10, nella prima pagina di Google cercando il suo nome
130 → 1.940Visualizzazioni dello showreel in 90 giorni
4 → 23Contatti da agenti e direttori di casting in 6 mesi
4 → 11Provini sostenuti in 6 mesi

I numeri di questa pagina riguardano un singolo progetto, in un settore e un contesto specifici. Non rappresentano un risultato tipico né garantito: ogni attività parte da una situazione diversa, con mercato, budget e capacità di esecuzione propri.

Il punto di partenza

Daniele fa l'attore da dodici anni. Teatro, qualche ruolo in televisione, un po' di doppiaggio. Ha un agente, ha un curriculum rispettabile e una voce che in sala di registrazione apprezzano. Eppure i provini arrivavano a ondate, sempre per conoscenza, mai perché qualcuno lo avesse scoperto.

Mi ha raccontato un episodio: un'agente gli aveva scritto «mandami un link al tuo showreel». Lui aveva risposto con un indirizzo che, in quel momento, non si apriva più.

Cosa trovava chi cercava il suo nome

Abbiamo fatto la prova che faccio sempre: finestra anonima, nome e cognome. Dieci risultati. Tre erano suoi:

  • Una scheda su un database di attori, con una foto di dieci anni prima e un curriculum fermo al 2019.
  • Un vecchio sito con lo showreel incorporato da un servizio che nel frattempo aveva cancellato il video.
  • Un profilo social con foto di spettacoli e nessuna riga su cosa facesse, né come contattarlo.

Gli altri sette erano omonimi, una locandina di uno spettacolo di anni prima e pagine di teatri con il suo nome in un cast, senza link.

È il punto che pesa di più in questo mestiere: chi sceglie un attore, un direttore di casting o un'agente, guarda per trenta secondi. Se in quei trenta secondi non trova un volto riconoscibile, un video che parte e un modo di scrivere, passa al nome dopo. E non te lo dice.

Cosa abbiamo costruito

Mese 1

Uno showreel che parte, e un posto dove stare

Abbiamo rifatto lo showreel: novanta secondi, tre scene scelte per mostrare registri diversi, niente titoli di testa e niente musica in apertura. Sta in due posti: sul sito e su YouTube, con titolo e descrizione scritti per essere trovati cercando il suo nome.

Il sito è una pagina sola: foto recenti, showreel in alto, curriculum aggiornato, un bottone per scrivere. Niente altro. Poi abbiamo corretto la scheda sul database con foto e curriculum nuovi.

Mese 2

Far vedere come lavora, non solo cosa ha fatto

Tre brevi clip dietro le quinte, senza finzione: Daniele che prepara un monologo, una prova di doppiaggio, un provino registrato in casa. Servono a chi vuole capire come lavora, e in quella fase si decide molto.

Un testo di una pagina sul suo percorso, in prima persona, pubblicato sul sito: è quello che compare quando qualcuno cerca il suo nome oltre allo showreel.

Mese 3

Farsi trovare anche da chi non lo cerca ancora

Una mail breve a una ventina di agenti e direttori di casting scelti uno per uno, con un link allo showreel e due righe su cosa sta cercando. Non una newsletter: una persona che scrive a un'altra.

In parallelo, i profili LinkedIn e Instagram sono stati riscritti con la stessa presentazione e lo stesso link, così chi lo trova da un posto lo ritrova identico in tutti gli altri.

Cosa ha spostato i numeri

Alla fine dei 90 giorni la stessa ricerca mostrava nove risultati su dieci suoi: il sito, lo showreel su YouTube, due delle tre clip, la scheda aggiornata, LinkedIn, Instagram, il testo sul percorso e un articolo di un teatro con il link al sito. Lo showreel è passato da circa 130 visualizzazioni a 1.940.

Nei sei mesi successivi Daniele ha ricevuto 23 contatti da agenti e direttori di casting (erano 4 nei sei mesi prima) e 11 provini, contro i 4 precedenti. Il fatto che ricorda meglio: una direttrice di casting gli ha scritto «ho visto il tuo showreel, puoi venire giovedì?». Prima, quella mail non sarebbe arrivata.

«Pensavo che nel mio lavoro contasse solo essere in sala al momento giusto. Non avevo capito che prima di chiamarti, chi sceglie ti guarda per mezzo minuto da qualche parte. Adesso quel mezzo minuto lo controllo io.» Daniele P. — Attore e doppiatore, Roma

Se il tuo lavoro è fatto di scelte altrui

Il caso di Daniele riguarda un attore, ma vale per chiunque debba essere scelto da qualcun altro: musicisti, doppiatori, registi, autori. Prima di cercare nuove occasioni, la domanda è semplice: cosa trova di me chi ha trenta secondi per decidere?

Cosa trova chi cerca il tuo nome?

Se il tuo lavoro dipende da chi ti sceglie, guardiamo insieme cosa vede in trenta secondi e cosa sistemare per primo. 30 minuti, senza impegno.

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